THE CALL

chakusHin ari

 

Titolo originale: CHAKUSIN ARI

Nazione: GIAPPONE

Anno: 2003

Genere: HORROR

Durata: 112'

Regia: TAKASHI MIIKE

Cast: KAZUE FUKIISHI, KOU SHIBASAKI, SHINICHI TSUTSUMI

Produzione: FUMIO INOUE, NAOKI SATO

Distribuzione: MIKADO

 

commento di: TOMBY

The Call è un film giapponese che è arrivato fino in Italia e uscito in tutte le sale. Fortunatamente non ha fatto la fine di Ringu, Ringu 2 e Ju-On, cioè uscito in versione "made in USA", in cui perderebbe tutto. Le atmosfere sono sempre scure e misteriose nei momenti principali, alcune immagini anche difficili da vedere bene, il tutto per mantenere un alone di mistero. Soprattutto negli attimi in cui venivano filmate le vittime senza un braccio in cui non si riconosceva bene l'ambiente o il corpo, ma solo la carne rossastra e il debole "pling" del sangue. Questo horror ha come tematica principale quello dell'attualità, cioè i telefonini dappertutto e i media "ficcanaso" e insensibili che fanno di tutto per l'audience. Soprattuto i telefonini, anzi, in qualche caso videofonini, sono il fulcro su cui gira tutta la storia, anche se dalla metà in poi scompaiono dal film che prenderà una via diversa: quella della ricerca del "fantasma" o "spirito maligno" che uccide le persone staccandogli prima un arto superiore. Lo spirito rancoroso è una costante negli horror giapponesi (vedi Sadako nella serie dei Ringu, o il fantasma dei due Ju-On ecc...). Come sempre ci sono gli specchi, che riflettono il fantasma, il suo lato oscuro e umano. In questo film c'è anche un elemento presente negli horror/thriller di parecchi anni fa, penso ai tempi di Hitchcock, cioè il coltello da macellaio, la lama insaguinata, che viene usata dallo spirito per tentare di uccidere il ragazzo e presente nella scena finale. La scena finale è la più misteriosa del film, sebbene non metta soggezione subito, ma bisogna rifletterci prima un po' sopra: la bimba col coltello e il ragazzo steso sul letto. Ammetto, io mi sarei aspettato un altro spargimento di sangue, crudele e sadico, mentre il film finisce lì; cos'avrà voluto dirci Miike? Forse che la bimba con quel coltello ferirà sadicamente l'uomo per tutta la sua esistenza per poi curarlo e riferirlo nuovamente? Una vita fatta di dolore fisico e sangue, sempre sul letto d'ospedale. Forse il sorriso del ragazzo era di pura rassegnazione. Ma fra poco dovrebbe uscire The Call 2 in cui Miike ha promesso di darci ragguagli su questa scena finale. E poi le indiscrezioni dicono di un terzo episodio sempre firmato Miike. Speriamo sappia fare bene anche un sequel degno del primo.

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